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Perché le aziende B2B non possono più a fare a meno dei social network

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Ormai è evidente. I social network hanno completamente trasformato il nostro modo di interagire. Già dal loro esordio le aziende hanno cercato di sfruttare l'influenza che questi strumenti potevano avere per le loro campagne di marketing e comunicazione. In un primo momento si pensava fossero utili soltanto per le B2C: non si riusciva a percepire quale fosse il loro reale potenziale e quanto potessero essere di supporto anche ad altre tipologie di aziende che non fossero Business to Consumer.

Fortunatamente questo mito è stato sfatato. In un un mondo sempre più social la presenza online è fondamentale per accrescere la propria visibilità, stabilire connessioni con potenziali clienti e, soprattutto, incrementare le vendite.

L'American Marketing Association, associazione mondiale che riunisce professionisti di marketing, ha pubblicato ad inizio 2016 il risultato di un'indagine sui trend che definiranno le strategie di marketing delle B2B per gli anni successivi. Secondo questa indagine le aziende, oltre ad investire risorse per la gestione del proprio sito e la Customer Empathy & Relationship Building, punteranno molto alla realizzazione e alla cura della propria social suite.

Quali sono i benefici che i social network possono apportare alle Business to Business?

Eccone alcuni:

  • offrono la possibilità di utilizzare degli strumenti di comunicazione gratuiti o comunque a costi contenuti;
  • creano un fitto network di relazioni;
  • consentono di individuare il proprio target ideale mediante la condivisione di contenuti pertinenti;
  • stabiliscono un contatto interattivo;
  • permettono di ricevere dei feedback dai clienti;
  • svolgono la duplice funzione di costumer care;
  • consentono di educare i clienti ai propri prodotti e servizi;
  • a differenza di altri canali permettono di scegliere con chi instaurare relazioni.

Ma arriviamo al punto. Quali sono i principali social network utilizzati dalle business to business e, soprattutto, come vengono usati?

Secondo la relazione annuale proposta nel 2017 da Michael A. Stelzner in “Social media marketing industry. How marketers are using social media to grown their business”, report che si basa sul mercato nordamericano, anglosassone e australiano, emerge che Facebook occupa una posizione di leader nei social media seguito poi da Twitter, LinkedIn, Instagram, YouTube e Snapchat. Ma non è tutto. I dati rilevati da questo studio evidenziano che le aziende prediligono la condivisione di immagini, seguite poi dal blogging, i video, i live video e il podcasting.

La content strategy delle B2B è dunque quella di distribuire contenuti utili, come:

  • i dati ufficiali che mettono in risalto l'affidabilità aziendale;
  • i report e le statistiche;
  • i prodotti;
  • eventuali fiere ed eventi;
  • ...tanto altro ancora.

Mediante i social l'azienda vuole investire in visibilità, convertire potenziali clienti e ottenere un feedback da quelli già esistenti.

Quali piattaforme usare per la propria B2B?

Non esiste un'unica formula. La scelta del social media più adatto al proprio business dipende dall'obiettivo stesso dell'azienda. Generalmente le finalità principali sono quelle di:

  • generare un elevato numero di azioni online attraverso campagne social;
  • creare awarness;
  • diventare opinion leader del proprio settore;
  • individuare uno specifico target o avere una diffusione più ampia possibile;
  • informare o intrattenere il proprio destinatario.

E ora vediamoli nel dettaglio:

LINKEDIN: il social professionale per eccellenza. E' adatto a comunicare informazioni specifiche rivolte a un determinato target. Il successo conquistato negli anni consente a LinkedIn di candidarsi come il social network più adatto per la pubblicazione di contenuti mirati, offrendo la possibilità di diventare veri e propri opinion leader.

FACEBOOK: il più noto e diffuso. A parità di azioni di LinkedIn, Facebook riesce a creare più visibilità: permette infatti di ottenere una maggiore diffusione del marchio e una più efficace fidelizzazione. Tuttavia, salvo le pagine aziendali o quelle dedicate, più che informare ha un ruolo di intrattenimento;

GOOGLE+: meno usato rispetto ai precedenti ma...è pur sempre il social di Google! Se consideriamo che Google indicizza anche le pagine Google+, la presenza sul suo social network incrementerà notevolmente le perfomance SEO e quindi la visibilità dell'azienda.

TWITTER: molto diffuso negli States e in altri stati europei, meno in Italia. Ha sicuramente un impatto minore per le B2B rispetto ad altre piattaforme ma, con i 140 caratteri per tweet, riesce a conferire al messaggio il giusto mix tra concretezza e rapidità;

YOUTUBE: è il canale per eccellenza per la diffusione su larga scala. I video devono essere pertinenti, interessanti e, soprattutto, di qualità. Possono inoltre essere veicolati su altri social network moltiplicando esponenzialmente le visualizzazioni.

INSTAGRAM: è il social del momento. Permette di pubblicare immagini e di creare contenuti virali con l'uso degli hashtag.

Non è vero che: "nel bene o nel male l'importante è che se ne parli"

Ciascun social network presenta vantaggi, potenzialità e punti deboli. Sta all'azienda scegliere a quali affidarsi in base agli obiettivi prefissati. Il pubblico delle B2B è costituito da persone che conoscono in maniera approfondita le caratteristiche dei prodotti: è per questo che occorre prestare la massima attenzione nella fase di elaborazione di una strategia.

Le aziende che vogliono utilizzare queste piattaforme devono anche saperle usare generando i giusti contenuti, che seguono un piano mirato: una cattiva gestione dei social non gioverebbe alla loro reputazione online. Affidarsi ad un social media manager potrebbe essere un'ottima soluzione per raggiungere risultati concreti e lungimiranti per il proprio business.

 

 

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La tua azienda ha già una Social Media Policy?

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Oggi l'utilizzo dei Social Media da parte di aziende, Piccole Medie Imprese e Pubbliche Amministrazioni, è un fenomeno ormai diffuso e consolidato e rappresenta un'incredibile opportunità per le organizzazioni e i loro utenti.

Tuttavia, al di là degli innumerevoli vantaggi che si possono ottenere da una proficua gestione ed aggiornamento delle proprie pagine aziendali, non bisogna dimenticare che vi sono alcuni rischi in cui si può incappare come ad esempio:

  • la perdita di produttività del proprio personale;
  • danni all'immagine e alla reputazione aziendale provocati da un uso scorretto dei principali social network;
  • contenzioso con il personale oppure con i propri utenti / fan a causa della pubblicazione di contenuti inappropriati:
  • perdita di informazioni confidenziali.

Per questo motivo, sono sempre più le amministrazioni e le imprese che oggi si dotano di uno specifico documento denominato Social Media Policy . 

Che cos'è la Social Media Policy?

La Social Media Policy è l'insieme delle norme di comportamento, riguardante un'azienda oppure un'organizzazione, che si pone l'obiettivo di regolare molteplici aspetti legati ai Social Network Site, ovvero come Facebook, Twitter, LinkedIn, Google +, Instagram, Youtube ecc.

Questi aspetti possono essere applicati sia nei confronti dei dipendenti dell'azienda / organizzazione (si parla in questo caso di "policy interna"), sia verso i clienti dell'azienda stessa (si parla di policy esterna).

Che cos'è la Social Media Policy Interna?

La Social Media Policy Interna è un documento indirizzato al personale dell'organizzazione o dell'azienda che mira a sensibilizzarlo e ad informarlo sull'uso corretto dei Social Network sia quando parla dell'impresa, sia quando interagisce con essa e le sue pagine ufficiali.

Si compone di due pratiche distinte, ma connesse tra loro:

  • l'utilizzo dei propri account privati sul posto di lavoro;
  • l'uso degli account istituzionali dell'azienda.

Che cos'è la Social Media Policy Esterna?

La Social Media Policy Esterna è un documento che un'organizzazione o un'azienda predispone per disciplinare il comportamento degli utenti nelle sui propri profili Social Network Istituzionali. Il suo focus è incentrato sul rapporto tra gli utenti e l'impresa, con l'obiettivo di rendere semplice, chiara e trasparente la fruizione dei canali Social Media, riducendo al minimo il rischio che si possano generare malintesi, fraintendimenti e critiche in merito ai contenuti pubblicati.

Tre sono gli elementi principali di questo importante documento:

  • gli argomenti e i contenuti trattati e pubblicati su ciascun Social Network;
  • le attività di moderazione e controllo sui propri profili istituzionali allo scopo di valutare, caso per caso, gli interventi degli utenti che non rispettano le regole della policy esterna;
  • le regole per il trattamento e la gestione dei dati personali forniti dagli utenti.

Hai bisogno di una consulenza per scrivere la Social Media Policy della tua azienda? Contattaci compilando la form che trovi a questo link. Un nostro consulente sarà a tua completa disposizione per aiutarti nella stesura di questo documento. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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DiGio social media

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Mi chiamo Federico Di Giorgi e sono un  CopywriterSocial Media Manager. Aiuto imprenditori e professionisti a promuovere il proprio business online attraverso l'ideazione e la realizzazione di opportune strategie di marketing e di comunicazione multimediale pensate per acquisire nuovi contatti (lead generation) e fidelizzare quelli già esistenti. 

Attraverso la definizione di una Social Media Strategy e la pianificazione di un calendario editoriale su Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Youtube, LinkedIn, oppure sul blog aziendale, insegno ad Aziende, Piccole Medie Imprese, Artigiani e Liberi Professionisti a farsi conoscere e a raccontare con uno storytelling aziendale l'alta qualità dei propri prodotti o servizi per generare nuove vendite online.

Per avere maggiori informazioni sul mio profilo professionale e sui progetti realizzati nel corso degli anni, vi consiglio di visitare il mio profilo Linkedin.

Specializzazioni: Social Media Manager, Copywriter, Consulente e Docente Senior Aziendale. 

 

 

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Google+ pagina impresa: uno strumento utile per il webmarketing

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Google+ è una realtà in espansione: oggi conta 60 milioni di iscritti ma i trends di sviluppo calcolati sulle basi attuali, profetizzano il raggiungimento di 400 milioni di potenziali matricole entro la fine del 2012. La consistente e rapida crescita numerica di Google+ tuttavia, non è l’aspetto più interessante di questo strumento social: Google+ si distingue dagli altri “colleghi” (Facebook in primis) per le potenzialità SEO e per gli obiettivi di posizionamento ad esse collegate.

Diversamente da Facebook, piattaforma autocentrica che cerca di mantenere il più a lungo possibile gli utenti sul proprio sito web limitando il traffico verso referenze esterne (eccezion fatta per quelle monetizzate attraverso Facebook Ads), il fine naturale del motore di ricerca Google è quello di indicizzare il maggior numero di contenuti, creando al contempo traffico verso siti esterni al proprio. Google applica alle pagine profilo di Google+ e agli articoli che vi vengono pubblicati, una strategia di posizionamento naturale, che può risultare fortemente performante dal punto di vista web marketing.Google+ infatti, permette di sviluppare la visibilità dei propri post nelle pagine dei risultati naturali di Google, generando traffico sia verso la pagina Google+, sia verso i siti citati nei post (qualora venga pubblicata l’URL). Google inoltre, personalizza i risultati di ricerca utilizzando le indicazioni +1 per modificare il posizionamento dei siti sulla base delle azioni delle cerchie sociali. E’ ipotizzabile che in futuro Google possa utilizzare i segnali +1 per modificare il posizionamento dei siti anche nei riguardi dei fruitori non collegati al social: l’espansione numerica dei segnali +1 potrebbe trasformarli in un criterio ulteriore di indicizzazione naturale. L’adesione di un sito web alla realtà sociale di Google+ può implementarne la performance imprenditoriale attraverso una strategia ben coordinata.

Cinque sono i passi fondamentali.

1- Apertura di un account Google+.

Scegliere la categoria pertinente all'attività dell’impresa e indicare il nome della pagina che dovrà corrispondere al nome dell’impresa (nome che d’ora in poi comparirà sempre accanto a ciascuna pubblicazione). Indicare l’indirizzo web del vostro sito e precisare la tipologia della vostra attività.

2- Personalizzazione della pagina Google+.

Cliccando sull'opzione “modifica il profilo” (tasto blu) è possibile personalizzare la pagina aggiungendo informazioni. Si può iniziare dalla descrizione situata al di sotto del nome della pagina, la quale apparirà come tag description nei motori di ricerca. Non vi sono limiti alla lunghezza del testo, ma soltanto i primi 150-160 caratteri appariranno come descrizione nelle pagine dei risultati. E’ possibile inoltre aggiungere informazioni nella sezione “introduzione”, ad esempio brevi descrizioni dei prodotti e dei servizi, integrate con links verso le pagine pertinenti del vostro sito web.

3- Autentificazione della pagina impresa e del profilo Gooogle+

Il sistema Direct Connect viene utilizzato da Google per associare un sito web ad una pagina impresa di Google+ e viceversa: in questo modo si verifica la pertinenza del sito rispetto alla ricerca effettuata dal navigatore all’interno del motore Google e, al contempo, si facilita la connessione di un fruitore alle pagine Google+. In quest’ottica è necessario creare links reciproci fra il vostro sito e la pagina di Google+. Se il vostro sito contiene articoli o blog, é possibile far comparire fra i risultati di ricerca, un link al profilo Google+ dell’autore: la pagina profilo personale e il blog includeranno il reciproco link.

4- Promozione.

Prima di promuovere la vostra pagina impresa Google+ , occorre svilupparne i contenuti attraverso testi, pubblicazioni, foto, video, creando una cerchia sociale basata su centri di interesse. Potete aggiungere alla vostra cerchia soltanto coloro i quali, a loro volta, hanno già incluso la vostra pagina Google+ alla propria.Elemento importante per la promozione della vostra pagina impresa è creare un indirizzo Google+ facile da memorizzare: a questo proposito Google vi fornisce strumenti adeguati alla semplificazione dell’URL. Aggiungere il profilo personale dell’amministratore del sito infine, si rivela molto utile al lavoro di promozione: diffondendo post inaugurali, oppure comunicando via mail o newsletter, è possibile attingere nuovi abbonati sia all'interno della vostra cerchia, sia all’esterno, raggiungendo coloro che vi seguono sulle altre reti sociali (Facebook, Twitter, LinkedIn…).

5- Animazione.

Pubblicare con regolarità e costanza contenuti interessanti, utili e pertinenti per raggiungere i vostri obiettivi SEO e SMO (Social Media Optimization). Impegnarsi nelle conversazioni, commentare, segnalare con +1, condividere testi originali e di qualità (sconsigliabile  riproporre contenuti identici sulle diverse piattaforme sociali) è il modo migliore per ottimizzare i vostri risultati.

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Le 3 C Del Social Media Marketing

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I social media hanno acquisito sempre più importanza su internet negli ultimi anni. Oltre ad aver dato alle persone la possibilità di stare connessi con amici e familiari, hanno dato l’opportunità a chi gestisce un piccolo business di creare un network e targettizzare la propria nicchia di mercato specifica. Per poter sfruttare al meglio le vostre attività di marketing con i social media, è essenziale prendere nota delle 3 C: contenuto, community e commercio.

Contenuto

La prima C da sviluppare è il contenuto. Nei social media il valore si crea producendo e condividendo contenuti validi. Ci sono molti modi per crearne: scrivere post per un blog o un e-book, realizzare interviste audio o podcast, offrire brevi video o webinar, solo per dirne alcuni. Non c’è ragione di usare i social media per aumentare il traffico verso il sito della vostra azienda se non avete nulla di nuovo da offrire. Produrre regolarmente nuovi contenuti porterà gli utenti a tornare ancora sul sito. Il blogging può essere un ottima modalità per mantenere un flusso costante di contenuto aggiornato. Se avete appena cominciato, ecco alcuni consigli utili per lanciare un blog:

- Fare un calendario editoriale del blog per programmare il contenuto da postare

- Prendere l’abitudine di scrivere qualche post a settimana almeno 3 mesi prima che il blog sia online. Questi   risulteranno nell’archivio del blog così da partire subito con un impatto efficace.

- Lanciare il blog con almeno 10 articoli già postati anziché uno solo. Questo darà ai lettori un idea più precisa del vostro blog e di cosa tratta.

Community

I social media possono crescere solo grazie al coinvolgimento delle persone. Uno dei benefici maggiori nell'essere presenti sui social media è la possibilità di posizionarsi come opinion leader, e un modo efficace per farlo è coinvolgere i propri utenti e costruire una community. Meglio mettere da parte la mentalità da marketing ed essere sinceri con le persone. I vostri follower e fan vogliono sapere chi c’è dietro il contenuto che condividete sui social media. Non potete permettervi di fare come chi posta in continuazione link al proprio blog senza offrire alcuna interazione. E’ importante creare un dialogo con i fan e i follower e favorire le esperienze sociali. Se volete avere successo sui social media, dovete andare fuori e creare un network. Più sarete interattivi e “social”, maggiori saranno le chance di creare un brand efficace sui social media. La migliore lusinga possibile online avviene quando qualcuno diffonde il vostro contenuto. Perciò io uso una proporzione di 4:1 nel condividere contenuti di altri oltre ai miei.

Altre idee per fare una community possono includere:

- postare sui forum, commentare sui blog o pensare a nuove prospettive da condividere attraverso la propria   identità sui social media;

- connettersi con i propri contatti su LinkedIn e altri network come Facebook e Twitter.

- scrivere dei post come ospite (guest blogging) su blog altrui oppure offrire opportunità per gli altri di scrivere   sul vostro blog.

Le opportunità sono tante per interagire e costruire una community.

Commercio

La C finale del puzzle è il commercio, che è un pò più intricato di quanto si possa pensare. In poche parole, la gente fa business con chi gli piace, con chi conosce e di cui si fida. Di persona occorrono 3 interazioni prima di ottenere un impatto abbastanza forte che consenta di fare una vendita. Su Internet occorrono 7 interazioni per costruire una relazione che porti a un risultato commerciale. Naturalmente l’obiettivo finale del social media marketing è generare traffico, visite targettizzate e vendite. Ma ciò che dà un certo appeal ai social media è il fatto di essere informali e l’aspetto “social". Occorre essere attenti a non esagerare con il linguaggio promozionale: nessuno vuole che gli si venda qualcosa. Per avere successo serve prima creare curiosità e attenzione con contenuti di alta qualità per attrarre gli utenti. Poi bisogna coinvolgerli con interazioni dirette. Chiedete pareri e rispondete alle domande. Quando avrete guadagnato fiducia e rispetto potrete approcciarci con il vostro business, ma dovreste parlare di ciò che offrite come una soluzione fornita agli altri e tramite i risultati ottenuti dai clienti che si sono rivolti alla vostra azienda.

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I dati dei social media cambiano le strategie di marketing?

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L’emergere dei social media e, parallelamente, il declino dei mass media tradizionali, sono due dei punti focali di questo decennio: la fruizione di carta stampata e televisione sono in diminuzione costante dal 2002. Al contrario, i social media riportano grandi crescite già dall’avvento di MySpace, con un utilizzo dei social network che è cresciuto dell’800% in 8 anni.

Si tratta, ovviamente, di una transizione molto rapida da mass a social media ma che rappresenta una grande opportunità, per chi si occupa di marketing, di creare messaggi d’impatto perché si può personalizzare l’approccio, rendendolo più efficace, ma anche più efficiente e di scala. La differenza tra il marketing convenzionale e il marketing personalizzato sta nel fatto che il primo cerca di colpire cento bersagli con una sola freccia. Per troppo tempo, i player nel mercato, hanno accettato tassi di conversione estremamente bassi per una campagna banner o DEM, perché il messaggio era unico per un pubblico molto ampio. Questo richiede un investimento anticipato e aperture su larga scala, senza alcuna garanzia che ci si stia rivolgendo ai clienti o ai prospect corretti.

Il marketing personalizzato che si basa su tecniche che utilizzano i dati derivanti dai social media, può essere ridotto anche su una nicchia estremamente ristretta di pubblico (uomini dai 25 ai 50 anni in Veneto a cui piace Bob Dylan) – ma anche su una fetta specifica di pubblico ampio, ma comunque in linea con il target. Studiando i dati del comportamento di un gruppo di utenti e i loro profili social, i responsabili di marketing possono creare messaggi personalizzati, che siano più pertinenti ed efficaci.

Ogni campagna di marketing personalizzata si compone di un processo a tre step:

Collezione dati: il primo passo per avere i dati degli utenti è implementare il social log-in, permettendo all’utente, in questo modo, di registrarsi e accedere ad ogni servizio web tramite il loro profilo social. Così si possono raccogliere e analizzare dati utili a comprendere i propri clienti o potenziali tali ed il loro comportamento.

Segmentazione dei dati: una volta raccolti i dati, è necessario organizzarli in forme che abbiano significato per i processi di marketing. Analizzare i dati per identificare i segmenti e i comportamenti sarà il passo necessario per sviluppare campagne di marketing personalizzate ed efficaci.

Conversione dei dati: dopo aver raccolto e segmentato i dati, è necessario che questi siano legati alle piattaforme di marketing che l’azienda usa, ossia i CRM, il network pubblicitari e le piattaforme per le DEM.

Per molto tempo, chi si occupava del marketing, ha dovuto basarsi su tecnologie vecchie e tecniche per attrarre i consumatori e incrementare le conversioni, tassi di conversione abissali considerati normali, ma ora si posseggono le tecnologie e le conoscenze per trasformare efficacemente gli sforzi del marketing. Utilizzando abilmente i dati sull’identità di utenti e consumatori, grazie alle tecnologie, il marketing può tornare ad essere pertinente e riconquistare un maggior controllo sui suoi piani.

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SocMktg

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La comunicazione, dopo avere oltrepassato i limiti di spazio e di tempo propri del marketing tradizionale, ha superato una nuova barriera:“l’importanza dell’azienda come fonte della comunicazione stessa”.

Questa dinamica evolutiva si è già verificata, in particolare nei settori più evoluti tecnologicamente e nelle aziende orientate a un mercato giovanile.
Le ricerche mostrano che questo approccio comunicativo aumenterà di importanza: la tendenza ad “ascoltare il passaparola sociale” da parte dei clienti acquisterà sempre maggiore peso nelle scelte di comportamento e di acquisto sul mercato.
Il corso fornisce un modello di lavoro utile per comprendere le nuove regole di business e fare il punto sui nuovi strumenti e sull’impatto che questi possono avere sulle diverse attività di comunicazione e marketing.

  • Durata del corso: il Corso ha una durata di 40 ore in 5 giorni + 2 giorni di analisi e studio case history
  • Numero partecipanti ai corsi presso la sede di Feltre: da 4 a 10 persone. Il corso inizia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti
  • Costo del corso: a persona. Per più persone si formulano offerte personalizzate
  • Corso online in videoconferenza:  individuale 1 to 1 con il docente

PROGRAMMA DEL CORSO

Cambiano i media, cambia il business
• Come cambia la fruizione dei media a seguito della diffusione della rete e del mobile
• Come il cambiamento dei media sta impattando sulle strategie di comunicazione secondo la logica della multicanalità e dell'engagement
• Il protagonismo dei social media e dei motori di ricerca nel ridisegnare le dinamiche della rete e le strategie di web marketing
• Il mobile
    - la diffusione dell'uso della rete in mobilità secondo la logica dell'always-on
    - le applicazioni protagoniste di un nuovo modo di creare interazione fra marca e consumatore

Gli ambienti del marketing digitale e gli strumenti a disposizione dell'impresa
• Come sviluppare a 360° gli aspetti relazionali di una presenza digitale
• Le fasi di una strategia digitale: ti aiuto, ti vendo, ti coinvolgo, ti racconto
• SEO (Search Engine Optimisation): conoscere il funzionamento dei motori di ricerca per progettare al meglio un sito
• La comunicazione sul web
    - dalla pubblicità online alle formule a pay-per-performance
    - SEM (Search Engine Marketing)
• Una strategia digitale può prescindere dall'esistenza di un sito: i marketplace (eBay, Amazon, marketplace verticali, marketplace mobile)

Social media marketing
• Gli obiettivi di un piano di social media marketing: customer acquisition, customer retention, online reputation
• Le customer communities: il social network interno come strumento di customer care e di CRM
• Le piattaforme e come utilizzarle
    - Facebook e le tipologie di pagine attivabili
    - Twitter e l'importanza di un piano editoriale
    - Linkedin, il "Who's who" del XXI secolo
    - Yahoo Answers, Youtube, Flickr, Tumblr e le piattaforme per accreditare la propria competenza
    - i blog: verità e falsi miti
    - Pinterest e l'esplosione dello storytelling
• Il mobile ed il futuro dei social media local
    - il caso Foursquare
    - Google Maps e l'importanza delle recensioni
• Le criticità dei social media: morte della privacy e net reputation
• Quali metriche per il social media marketing
    - l'uso dei software di web-analytics
    - il monitoraggio della blogosfera
    - il benchmark di valutazione delle attività sui social media
    - suggerimenti per valutare l'impatto della rete all'interno di sinergie con il punto di vendita fisico

Il mobile
• Come il mobile cambia il business ed il (web) marketing
• Il mercato: diffusione e navigazione mobile, sistemi operativi e impatto degli smartphone sul comportamento dell'utente
• I devices sul mercato e i sistemi operativi associati
• Obiettivi e strumenti del mobile marketing
    - ottimizzazione dei siti
    - applicazioni e differenze tra le piattaforme
    - la realtà aumentata
    - pagamenti mobile e tecnologie NFC
• Il Tablet e il loro ruolo in tre mondi esemplari: business to business, editoria ed e-commerce

Gli argomenti previsti nel programma dei corsi potranno subire variazioni per meglio adattarsi alle esigenze o alle competenze dei partecipanti ai corsi.
Il programma può essere suddiviso in 3 mini corsi con un a rateizzazione del pagamento. Per le aziende con più partecipanti richiedi un preventivo gratuito.

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Social Media Marketing

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Il ruolo che i social media (social network, wiki, blog, micro-blog, forum, chat e così via) svolgono costantemente nella nostra vita è davvero significativo: le conseguenze che tali strumenti hanno sulla nostra quotidianità sono molteplici e spesso vanno ad influenzare anche dinamiche di tipo economico, antropologico, politico e sociologico.

Le aziende più accorte e consapevoli hanno già iniziato a fare un utilizzo massiccio di questi strumenti per promuovere la propria identità on-line, nel tentativo di stare al passo con i tempi e non essere sovrastate dall'onda del progresso.

In quest'articolo vedremo le modalità attraverso cui è possibile impostare una seria campagna di Social Media Marketing (d'ora in avanti SMM) e forniremo alcuni utili consigli per gestirla al meglio delle nostre possibilità, impiegando le strategie più adatte al singolo contesto di riferimento.
Social Media Marketing: in che senso?

Il SMM riguarda aspetti decisamente più complessi della semplice creazione di profili sui noti social network, riguarda soprattutto l'aspetto conversazionale che i brand possono avere con i propri clienti, un aspetto, che fino a qualche anno fa era anche solo difficile da immaginare.

Possiamo individuare tre aspetti fondamentali:

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