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Dott. Tomaso Trevisson

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Pubblicità su Internet: + 130% per il Mobile e + 75% per i Social

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Il passaggio dalla vecchia alla nuova Internet è quasi completato: a fine 2013 gli utenti che accedevano ad Internet mensilmente da Smartphone erano circa il 90% di quelli che navigano da Pc, così come quasi il 90% degli utenti Internet hanno visitato mensilmente i Social Network.

Il mercato della pubblicità ha recepito prontamente il cambio di abitudini in corso: tra il 2012 e il 2013 la Mobile Advertising, cioè la pubblicità veicolata tramite i telefonini ha registrato una crescita del 130% passando da 89 a circa 200 milioni di euro. Anche l'Advertising sui Social Network nel corso del 2013 ha fatto un bel salto in avanti: più 75%, arrivando a sfiorare i 100 milioni di euro, trascinata in particolare dalla crescita di Facebook.

Questa la fotografia scattata dall'Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano nel corso dei lavori per la preparazione del nuovo report, giunto ormai alla 7a edizione, che è appena stato presentato a marzo 2014.

"È in corso un vero e proprio cambiamento paradigmatico nel mondo digitale: si sta affermando una nuova Internet, incentrata sempre di più su mobile device, sui social network e sulle app" afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio New Media & New Internet. "Smartphone e Tablet stanno soppiantando il vecchio Pc; i Social Network, in qualche misura, stanno assumendo il ruolo di traino giocato dai motori di ricerca nella "vecchio" Internet, sono una nuova "porta di ingresso"; l'accesso ai contenuti è mediato e semplificato dalle Applicazioni. E l'Advertising ha trovato così un nuovo canale di sbocco".

Per quanto riguarda la Mobile Advertising, i dati dell'Osservatorio New Media & New Internet, stimati sulla base dei dati a consuntivo sui primi 9 mesi, mostrano come il 2013 abbia fatto registrare un forte balzo in avanti nella crescita del mercato: mentre tra il 2011 e il 2012 i ricavi da Advertising su Mobile Adv erano cresciuti del 56%, il tasso è più che raddoppiato tra il 2012 e il 2013: circa +130%, con un passaggio da 89 milioni di euro a poco più di 200 milioni.

Anche l'Advertising sui Social Network in Italia incrementa il proprio tasso di crescita: se tra il 2011 e il 2012 aveva ottenuto un +60%, tra il 2012 e il 2013 è cresciuta del 75%, passando da 55 milioni di euro a circa 95 milioni. Diverse le ragioni che stanno attirando l'interesse degli investitori sui Social Network: l'attitudine alla profilazione degli utenti, in grado di aumentare l'efficacia dell'advertising, rivolto a target mirati; la capacità nell'abilitare l'interattività con l'utente. La stragrande maggioranza di questo fatturato è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente Mobile: circa il 70% degli utenti infatti vi accede anche in mobilità su Smartphone e Tablet.

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Agenzia di comunicazione, conoscere è potere

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Da sempre conoscere è potere. Un'agenzia di comunicazione aiuta il proprio cliente a conoscere il campo di battaglia per poi strutturare il piano d'attacco e gli armamenti da utilizzare. Il paralellismo con l'ars bellica è fondamentale per capire l'importanza di una pianificazione strutturata e non casuale che permette alle aziende di essere vincenti e garantisce loro la scesa in campo in modo strutturato e professionale.

Zerokilled mette, da sempre, in primo piano l'importanza di conoscere gli strumenti che permettono un corretto posizionamento di un prodotto/servizio. Qui di seguito elenchiamo le macro categorie che contraddistinguono l'offerta OK!:

  • Marketing: analisi dei bisogni dei consumatori e del mercato di riferimento al fine di agevolare la vendita di un prodotto/servizio;
  • Comunicazione: studio del messaggio al fine di semplificare la memorizzazione di un prodotto/servizio;
  • Pubblicità: analisi strategica  del costo di acquisizione contatto (feedback) per valutare quale sia lo strumento pubblicitario più efficace per veicolare il messaggio;
  • Trade Marketing: monitoraggio continuo delle esigenze del cliente per garantirne la massima soddisfazione.

Dopo 12 anni di esperienza e di continui studi di approfondimento, Zerokilled cerca di tracciare un riassunto di come sia cambiato il mondo della pubblicità/marketing/comunicazione, ma soprattutto come sia evoluto il modo di comunicare e di informare. Grazie alla tecnologia, ai social media, al web e ai nuovi canali interattivi,  l'essere umano ha modificato inconsciamente la propria metrica comunicativa e ha scelto di utilizzare non più strumenti informativi bensì comunicativi. La differenza fra i due? Semplice, i primi sono univoci e non portano a nessuna interazione da parte del fruitore del messaggio. I secondi sono di natura biunivoca e di conseguenza permettono un'interattività fra mittente e destinatario. Ciò comporta un miglioramento ed un coinvolgimento più profondo da parte del destinatario che a sua volta si trasforma in mittente. La ruota gira e, più la si fa girare, più la conoscenza dei singoli cresce. Basandoci su questo concetto fondamentale, le aziende dovrebbero pensare a creare strategie di comunicazione interattive e quindi dare preferenza al canale web  per "parlare" con i propri clienti. Se pensiamo alle ultime "genialate" di Coca Cola, Apple, Nike & C., per portare un esempio concreto, tutti questi colossi della comunicazione stanno cercando di coinvolgere il più possibile il cliente nel processo strategico di produzione del prodotto/servizio facendolo partecipe. Questo comporta una svolta epocale che vede il cliente come perno primario delle attività aziendali. Quindi, riassumendo il tutto, siamo passati dall'orientamento alla produzione all'orientamento alle vendite, dall'orientamento al marketing all'orientamento al cliente.

Zerokilled consiglia a tutte le realtà professionali di iniziare a ragionare utilizzando questi principi con l'obiettivo di migliorare la propria immagine, la presenza sul mercato, l'utilità dei prodotti/servizi e di conseguenza il fatturato.

Dott. Tomaso Trevisson

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L’auto è sempre più connessa e tecnologica: «Presto sarà il Mobile Device più innovativo»

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La “smart car”, cioè l’auto connessa a internet e dotata delle più innovative funzioni, dalla guida automatica al controllo del sistema di bordo tramite smartphone, è certamente uno degli sviluppi più “caldi” in corso nei laboratori di ricerca e sviluppo tecnologici. Un recente report di Accenture indica nelle tecnologie “in-vehicle” l’elemento più importante di scelta per il 39% delle persone che stanno valutando l’acquisto di una nuova auto, contro il 14% che indica come prima priorità parametri più tradizionali come potenza e velocità.

Il tablet Android di Audizoom

Il tablet Android di Audi «I consumatori sono sempre più interessati a soluzioni che permettano loro di rimanere connessi dovunque siano: per questo l’automobile diventerà presto il mobile device più “trendy” in assoluto», commenta Thilo Koslowski, automotive analyst di Gartner, intervistato dal Washington Post. Si spiega così l’imponente presenza di costruttori automotive al recente Consumer Electronics Show (CES) 2014, tenutosi a Las Vegas all’inizio di gennaio, che ha fatto parlare qualche commentatore addirittura di “un nuovo salone dell’auto hi-tech” per la più grande manifestazione mondiale dell’elettronica di consumo.

Google ha in effetti scelto il CES per annunciare la Open Automotive Alliance (OAA): nata per diffondere Android come “sistema di bordo” delle auto del futuro, comprende Nvidia, Audi, General Motors, Honda e Hyundai. Audi in particolare – che fa parte di Volkswagen, il più importante gruppo auto europeo -, ha presentato Mobile Audi Smart Display, un tablet Android da 10 pollici configurato per l’uso in auto, e in particolare per il controllo del sistema di “infortainment” di bordo, ma in grado anche di funzionare come un normale tablet.

Un nuovo "campo di battaglia" per i rivali Android e iOS

La nascita della OAA sembra la risposta di Google ad Apple, che già lo scorso giugno aveva presentato la strategia “iOS in the Car”, a cui hanno aderito 19 costruttori auto, tra cui Mercedes e Ferrari. Il concetto chiave di iOS in the Car è l’integrazione tra iPhone e iPad da una parte, e sistemi di infotainmment di bordo dall’altra in modo da poter sfruttare in auto le funzioni di molte Mobile App.

Sempre nell’ambito dell’OAA, Hyundai al CES ha annunciato l’integrazione degli occhiali “intelligenti” Google Glass con la seconda generazione del suo sistema di bordo Blue Link. A proposito di sistemi di infotainment di nuova generazione, Mazda ha presentato l’aggiornamento della sua piattaforma Mazda Connect, pensato per ridurre al minimo i rischi di distrazione del guidatore. La soluzione "Heads Up Cockpit" divide lo schermo da 7 pollici in due sezioni, con tutte le informazioni utili alla guida sulla sinistra, e con i contenuti di infotaiment sulla destra. Anche la collocazione dello schermo e i tipi di carattere sono stati studiati accuratamente per massimizzare la leggibilità. Inoltre i comandi di Mazda Connect sono ridondati, sia su touchscreen che su una manopola (Commander Knob) progettata apposta per essere usata senza guardare, con un comando specifico per ciascuna delle cinque dita.

L'app i Remote di BMW sul Samsung Galaxy Gear zoomL'app i Remote di BMW sul Samsung Galaxy Gear Al CES diversi annunci hanno poi riguardato il controllo di parametri di funzionamento dell’auto con dispositivi “wearable”, cioè orologi e occhiali intelligenti. Mercedes-Benz per esempio ha sviluppato l’App Digital Drive Style, che gira sugli smartwatch Pebble, mostrando informazioni di guida o alert in caso di ingorghi o incidenti sul percorso.

Analogamente scaricando l’App “i Remote” sul Galaxy Gear, l’orologio smart di Samsung, gli utenti dell’auto elettrica i3 di BMW potranno controllare il condizionatore di bordo, ricevere e chiedere a voce indicazioni sul percorso dal navigatore, o controllare la carica della batteria del veicolo e l’autonomia residua.


Siete in coda? L'auto si guida da sola

Bosch, uno dei più importanti fornitori automotive, ha presentato al CES la nuova generazione dei suoi MEMS (micro sistemi elettromeccanici), sensori di pochi millimetri che misurano accelerazioni, pressione atmosferica, suoni, temperatura, o il campo magnetico terrestre e che, completati da una batteria e un'interfaccia radio, possono comunicare via internet, trasmettendo dati a centri di controllo in tempo reale.

Oggetti come questi rappresentano bene l'evoluzione tecnologica dell’auto in chiave di Internet of Things (IoT). Oggi infatti Bosch propone i MEMS per rendere intelligente qualsiasi oggetto di uso quotidiano, ma li ha sviluppati originariamente proprio per l’automotive, per esempio per rilevare slittamenti nel Sistema Elettronico di Stabilità (ESP), o gestire i cambi di marcia nel cambio automatico.

Il Traffic Assistant di Audi: le mani non sono sul volante, ma la vettura è in marciazoomIl Traffic Assistant di Audi: le mani non sono sul volante, ma la vettura è in marciaSempre i costruttori tedeschi – Audi, BMW e Mercedes – hanno mostrato al CES diverse funzionalità “driverless”. Per ora non si parla tanto di veicoli completamente autonomi nella guida, quanto di assistenza al guidatore umano. Non è tanto un problema di maturità delle tecnologie, quanto di capacità delle normative nei vari Paesi di “accettare” la rivoluzione delle auto senza pilota.

Per esempio BMW, insieme a Valeo e Bosch, ha mostrato un prototipo in grado di cercare uno spazio libero, e parcheggiarsi da solo. Anche Audi punta sull’automated parking, ma aggiungendo una funzione di “traffic assistant”, che grazie a telecamere e radar può assumere la guida in automatico in situazioni di code e traffico anche molto intenso, purché a bassa velocità (meno di 40 miglia l’ora).

Mercedes invece ha mostrato un veicolo in grado di partire e fermarsi da solo in corrispondenza di incroci, semafori e attraversamenti pedonali, grazie a minicamere installate sui quattro lati. Google per lo stesso scopo usa un’altra tecnologia, monitorando lo spazio intorno al veicolo tramite laser.

Chevrolet, un Video Recorder per le prestazioni di guida

Il Performance Data Recorder di ChevroletzoomIl Performance Data Recorder di ChevroletAl termine di questa piccola panoramica, per forza limitata rispetto a tutto ciò che è stato mostrato al CES in ambito Smart Car, citiamo il Performance Data Recorder (PDR) di Chevrolet, premiato con il “CES Best Automotive Electronics Product Award for 2014” di Engadget, uno dei siti più letti di news tecnologiche.

Il sistema, che sarà montato dal 2015 sulle vetture Chevrolet a partire dalla Corvette Stingray, permetterà di girare video in HD con dati telemetrici di livello professionale, grazie a diversi componenti: una telecamera 720p in alta definizione nel parabrezza anteriore, un microfono nell’abitacolo, vari sensori per i dati telemetrici, un receiver GPS cinque volte più veloce di quelli dei navigatori per auto di serie, una “scatola nera” che traccia i dati di percorso (velocità, marce, frenature, accelerazioni, rotazioni dello sterzo, ecc.) e una scheda SD per registrare i dati.

Il guidatore può scegliere diverse opzioni di registrazione dei video, dal Touring Mode (solo immagini del percorso e voci nell’abitacolo), al Performance Mode, che mostra in sovraimpressione tutti i parametri di performance: velocità, accelerazione, giri del motore, percorso sulla mappa, tempi sul giro o al km, ecc. I video si possono vedere sul display di bordo (8 pollici a colori), ma solo a macchina ferma, oppure scaricare via SD su un computer, dove ovviamente è possibile trattarli con software di editing o condividerli su social network.

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La pubblicità su smartphone cresce del 129%: è l’ora del Mobile CRM

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La rivoluzione Mobile ha conquistato i consumatori italiani: 37 milioni di smartphone, 27 milioni di Mobile Surfer che navigano almeno una volta al mese, 75 minuti di connessione media giornaliera a internet da Mobile nel 2013 (+25% rispetto al 2012). I tempi sono quindi maturi per il prossimo passaggio, e cioè l’integrazione sistematica del Mobile nelle strategie aziendali, prima di tutto nei processi di relazione diretta con il cliente: Marketing e Servizi. Un passaggio che però richiede una revisione dell’intera strategia di CRM in ottica di completa integrazione multicanale, superando l’approccio al Mobile come canale a se stante.

Sono queste le conclusioni principali del nuovo rapporto 2013-2014 dell’Osservatorio Mobile Marketing e Service della School of Management del Politecnico di Milano, appena rilasciato, di cui qui approfondiamo velocemente alcuni dati e analisi, rimandando per una visione completa al ricco report che sarà presto disponibile sul sito dell’Osservatorio.

Il 10% della pubblicità online è Mobile

I ricercatori hanno approfondito l’analisi per i tre segmenti del “Mobile CRM”: Mobile Advertising, Mobile Promotion & Loyalty, e Mobile Service. Per quanto riguarda il Mobile Advertising, nel 2013 in Italia è più che raddoppiato (+129%), raggiungendo un valore di 204 milioni di euro che corrisponde al 10% del totale investimenti pubblicitari italiani su internet, rispetto al 5% del 2012.

Sul versante offerta, il mercato è dominato da Google e Facebook, che da soli ne rappresentano circa il 70%, con tassi di crescita a 3 cifre, mentre il resto dei player (altri ad-network, specialisti, concessionarie, editori premium) crescono a 2 cifre, con quote ancora molto basse. Sul versante domanda, fanno da traino con investimenti decisamente significativi diverse realtà “digital only” e che vendono direttamente sul canale Mobile, mentre tra i big spender pubblicitari tradizionali, alcuni ormai usano il Mobile in modo continuativo e su tutti i formati, con budget sempre crescenti. Parallelamente diverse aziende di settori storicamente più lontani dal Mobile iniziano a fare iniziative “spot”, con budget residuali ma approcci più consapevoli.

Nonostante la forte crescita, però, gli approcci strategici pervasivi sono rari: molti non hanno neanche un’App o un Mobile Site su cui indirizzare l’interesse generato dalla campagna Mobile, e i risultati sono misurati solo con indicatori molto specifici (es. clickthrough rate), e non con valutazioni di ROI complessive. I margini di ulteriore sviluppo sono molti, legati a vari fattori: tra questi la disponibilità di informazioni sempre più dettagliate su come il consumatore usa i vari mezzi durante il giorno, nuovi formati pubblicitari che sfruttano le peculiarità del mobile (native advertising, personalizzazione basata su geo-localizzazione o sul comportamento dell’utente), e le sinergie con i media pubblicitari tradizionali (tv, stampa, affissioni, ecc.), il cui messaggio viene arricchito dal Mobile tramite approcci di “second screen” e realtà aumentata.

 

Il 76% dei consumatori è interessato a ricevere coupon sullo smartphone

Passando all’ambito Promotion-Loyalty, le principali applicazioni del Mobile sono tre: dematerializzazione, personalizzazione/targeting profilato, e gamification. Nel primo caso cresce ancora la dematerializzazione dei volantini promozionali dei retailer e s’avvia quello di carte e programmi fedeltà. Il 79% delle app dei retailer food ed elettronica contiene già i volantini in formato digitale, ma solo il 24% contiene le carte fedeltà, che oltretutto solo in due casi sono utilizzabili in punto vendita tramite lettura dello smartphone.

Ma la principale novità del 2013 è la dematerializzazione dei coupon (Mobile Couponing). Solo poco più del 10% dei retailer italiani che hanno un’app ha già questa funzione, ma molti stanno valutando costi e benefici, e alcuni hanno avviato test concreti. Mentre gli ostacoli sembrano solo “tecnici” (dotare i sistemi di cassa di tecnologie per redimere i coupon digitali), i benefici potenziali infatti sono molti sia per i retailer sia per i produttori, e anche i consumatori sono ben disposti: secondo le rilevazioni dell’Osservatorio insieme a Doxa, ben il 76% dei navigatori internet da Mobile è interessato a ricevere buoni sconto su smartphone.

Passando alla personalizzazione, spiccano i primi casi di coupon speciali per chi utilizza l’app o fa check-in nel punto vendita, ma soprattutto di possibilità di scelta per il cliente degli sconti da associare alla carta fedeltà. Ma le potenzialità davvero dirompenti sono legate a meccaniche promozionali totalmente nuove (geo-localizzate, direttamente dentro il punto vendita, ecc.), che però presuppongono la capacità di gestire grandi volumi di dati, analizzarli con sistemi di business intelligence integrati, e costruire nuove proposizioni di valore elaborando tutte queste informazioni.

Infine la gamification, cioè il coinvolgimento dei clienti tramite premiazione di comportamenti “virtuosi” (fare il check-in in un punto vendita, condividere contenuti della marca sui social, ecc.) con punti fedeltà e sconti. Al momento sono ancora poche le sperimentazioni, per diverse ragioni: dimensioni ridotte dei segmenti d’utenza coinvolgibili, poca consapevolezza del valore e dei reali risultati raggiungibili, ecc.

Servizi, non solo Mobile Commerce

Anche per il Mobile Service – le applicazioni del Mobile nei processi di pre-vendita, vendita (prenotazione, acquisto, pagamento) e post-vendita – l’analisi dell’Osservatorio è ricca di spunti. Per la pre-vendita, la funzionalità più diffusa nelle App è lo “store locator” (nel retail siamo a quota 100%), mentre per le vendite vere e proprie il Mobile Commerce cresce del 255% rispetto al 2012, raggiungendo quota 510 milioni di euro (il 4,5% delle vendite complessive), e il Mobile Ticketing è finalmente decollato grazie sia all’attivazione di nuovi servizi che sfruttano il credito telefonico come strumento di pagamento, sia al consolidamento dei servizi preesistenti.

Infine il post-vendita, dove il tratto comune è la riduzione di costi grazie a funzioni di self-service in Mobile Site e App. Nei settori Utility e Telco, per esempio, tutte le principali realtà offrono soluzioni che consentono attività di autolettura o consultazione fatture e bollette, mentre in ambito bancario il Mobile Banking è ormai una realtà diffusa in Italia sia a livello di offerta, sia per l’effettivo utilizzo: sono ormai oltre 3 milioni (il 10% di chi ha un conto in banca) i clienti che utilizzano servizi bancari tramite App o Mobile site.

Uno scenario quindi molto dinamico, e che oltretutto secondo l’Osservatorio ha ampi margini di ulteriore crescita grazie a nuove tendenze attese a partire da quest’anno. Tra queste il lancio dei primi servizi commerciali su larga scala di Proximity Mobile Payment, l’emergere di servizi basati sul cellulare come strumento d’identificazione (autenticazione per il Mobile Banking o su siti della Pubblica amministrazione, ecc.), lo sviluppo nel retail di nuovi modelli di vendita (acquisto da Mobile con ritiro nel punto vendita fisico, ordine da Mobile nel punto vendita se il prodotto è esaurito, ecc.), e l’uso dei dati provenienti da Mobile per abilitare nuove proposizioni di valore molto più personalizzate.

Il Mobile insomma, sottolinea l’Osservatorio Mobile Marketing & Service, non è solo un nuovo media pubblicitario: è anche un potenziatore degli altri canali (TV, stampa, affissioni), un canale di vendita a distanza, un supporto dentro il punto vendita fisico, un potente veicolo per le promozioni, e un formidabile alimentatore di database e sistemi software di CRM. Tutte caratteristiche che impongono forti cambiamenti non solo nelle strategie di CRM delle aziende dei settori consumer, ma anche nell’intero ecosistema dei servizi di marketing e comunicazione, imponendo a centri media, concessionarie, editori e agenzie un ripensamento del ruolo, della proposition e dei rapporti tra i diversi attori.

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