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Dott. Tomaso Trevisson

Dott. Tomaso Trevisson

URL del sito web: http://www.tomasotrevisson.it

Approvata la Digital Economy Bill nel Regno Unito: la fine di internet?

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La Digital Economy Bill sta per diventare legge nel Regno Unito. E’ la fine di internet così come la conosciamo? La stretta dei governi attorno alla rete si fa sempre più stretta. “The great firewall” in Cina, la legge delle tre disconnessioni in Francia, ed ora la Digital Economy Bill inglese. Se qualcuno di voi pensa che in Italia sia in voga la censura, probabilmente dovrebbe fare un giro all’estero…

Veniamo ai fatti, cercando di sintetizzare al massimo quando prevedere questa legge (per chi volesse approfondire Arstechnica ha un post dettagliato sull’argomento). Il Digital Economy Bill formalmente protegge il copyright. Nella realtà si tratta di un mezzo per togliere di mezzo alcune libertà fondamentali. Prima di tutto i provider saranno obbligati a vigilare sugli utenti ed avvisare quelli che incorreranno nel download illegale. Una sorta di polizia investigativa privata, obbligata a piegarsi ai voleri delle major. Gli utenti che insisteranno nel download illegale vedranno chiusa la propria connessione, sul modello della legge francese. Il tutto, a quanto pare, senza alcun processo e possibilità di difesa da parte degli utenti. Come avevamo detto nel caso della FAPAV contro Telecom Italia: chi garantisce la correttezza dei dati raccolti? Società private o l’autorità di polizia?

Le conseguenze del Digital Economy Bill vengono elencate da Econsultancy. Si punta il dito sul fatto che il Segretario di Stato potrà prendere misure più drastiche in caso di sicurezza nazionale. Un potere pressochè illimitato che potrebbe portare, e lo scrivo con sarcasmo, ad un “Vallo di Adriano”, ovvero un piccolo “Great Firewall”.

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E-commerce in salute, ma l'UE è in agguato

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Il commercio attraverso le vie digitali del Web gode di ottima salute ed  in Italia nel 2010 ha generato un giro d'affari pari a 14.3 miliardi di euro, con un incremento di circa il 43% rispetto all'anno precedente.

Ad effettuare questa radiografia, scoprendo che l'e-commerce respira benissimo a pieni polmoni è l'indagine: E-commerce in Italia 2011 - "I clienti dell'e-commerce", condotta dalla Casaleggio Associati.

Secondo la ricerca, circa il 48% dello shopping avviene per il tempo libero, una categoria nella quale sono state inglobate le scommesse ed i giochi d'azzardo, ma di cui fanno parte anche i giocattoli, gli articoli sportivi, la telefonia e la partecipazione agli eventi. Circa il 31% del mercato elettronico italiano è poi assorbito dal turismo, a cui segue l'elettronica di consumo con il 7.1% del fatturato annuo.

A dare una forte svolta positiva sarebbero stati anche l'ingresso in Italia di gruppi come Amazon, riconosciuti internazionalmente per la propria organizzazione commerciale elettronica, e di piattaforme per gli acquisti scontati come Groupon.

Le previsioni mostrano un 2011 in crescita di un ultriore 30%, con l'editoria che potrebbe abbandonare l'attuale 1.9%, acquisendo circa 35 punti percentuali in più.

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Google Shopping sbarca in Italia

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Da ieri è raggiungibile sul Web il portale di Google Shopping, un motore di ricerca dedicato allo shopping in Rete e pensato per comparare i prezzi dei prodotti disponibili su Internet.

Lo grafica è minimale, in tipico stile Google, per mettere al centro la famosa barra di ricerca dove digitare il prodotto del quale si vuole avere maggiori informazioni commerciali. Il layout è comunque arricchito da icone visive che descrivono le categorie degli oggetti più venduti sulla Rete e la pagina è pensata per ben adattarsi ad una navigazione da smartphone e tablet.

L'obiettivo di Google è infatti quello di rendere agevole l'individuazione dei negozi online e dei prodotti indipendentemente dal dispositivo di consultazione utilizzato, migliorando l'esperienza di shopping online anche in mobilità.

In Italia, così come in Spagna ed in Olanda dove il servizio ha avuto debutto contemporaneamente, Google Shopping giunge in un momento propizio, in quanto alcune ricerche di mercato, come quella di comScore, rilevano che nel solo mese di Gennaio, circa tre abitanti dell'UE su quattro hanno visitato un punto vendita online. Si assiste quindi ad un incremento di interesse degli europei nei confronti dell'ecommerce pari al 66%, con una media di 52 minuti di navigazione trascorsi su un sito di ecommerce.

Amy Gepfert, program manager di Google Shopping, ha infatti affermato: "Gli Europei amano fare shopping online e ci auguriamo che Google Shopping consenta agli utenti italiani di trovare i prodotti sul Web più velocemente e facilmente. Google Shopping permette di vedere un'ampia varietà di prodotti offerti da tanti negozianti diversi e di raffinare i propri risultati per poter trovare l'offerta migliore, prima di entrare nel negozio online ed effettuare l'acquisto".

BigG non pensa solo agli utenti, ma anche ai negozianti e mira a diventare un punto di riferimento per i big delle vendite online, così come per le startup.

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Un italiano su due naviga sul web

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Dato diviso tra l'87,4% dei giovani (14-29 anni) e il 15,1% degli anziani (65-80 anni). Piace l'informazione sul web

MILANO - Cresce l'utenza di Internet, che nel 2011 sfonda finalmente la soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per l'esattezza al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). È quanto emerge dal Nono Rapporto del Censis-Ucsi sulla comunicazione dal titolo «I media personali nell'era digitale», presentato al Senato. Il dato complessivo si spacca tra l'87,4% dei giovani (14-29 anni) e il 15,1% degli anziani (65-80 anni); tra il 72,2% dei soggetti più istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati.

CRISI CARTA STAMPATA - Si conferma il periodo di grave crisi attraversato dalla carta stampata: i quotidiani a pagamento (47,8% di utenza) perdono il 7% di lettori tra il 2009 e il 2011 (-19,2% rispetto al 2007). La free press cresce di poco (+1,8%, salendo al 37,5%). I periodici resistono, specie i settimanali (28,5% di utenza), letti dal 36,4% delle donne e dal 20,4% degli uomini. Secondo la ricerca, è stabile la lettura delle testate giornalistiche on line (+0,5%, con un'utenza del 18,2%), che però, dice il Censis, «non si possono più considerare le versioni esclusive del giornalismo sul web, perchè i diversi portali Internet di informazione contano oggi un'utenza pari al 36,6% degli italiani». Per il Censis tengono anche i libri, con il 56,2% di utenza, ma il dato si spacca tra il 69,5% dei soggetti più istruiti che hanno letto almeno un libro nell'ultimo anno, contro il 45,4% delle persone meno scolarizzate. Gli e-book non decollano (1,7% di utenza).

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