Dott. Tomaso Trevisson

Dott. Tomaso Trevisson

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E-commerce: lo scenario italiano

Pubblicato in OK!BLOG

L’ultimo report di Contact Lab e Netcomm ci offre una bella panoramica relativa all’andamento del settore e-commerce in Italia, nel 2012. Ciò che risulta lampante è il fatto che sempre più utenti si stanno avvicinando al commercio elettronico, che coinvolge sempre più sia i consumatori che i venditori. Vediamo inoltre che il divario tra pubblico maschile e femminile si sta riducendo. Se gli uomini sono sempre stati più attivi negli acquisti online rispetto alle donne, vediamo che questa differenza si sta progressivamente riducendo, con una percentuale di 54% di uomini e del 46% di donne che acquistano online.

Quanti italiani acquistano online?

 
•    La metà degli utenti Internet italiani intervistati dichiara di aver acquistato online.
•    Tra questi, 1 utente su 3 riferisce di aver effettuato l’ultimo acquisto meno di tre mesi fa.

Le persone che acquistano online manifestano una netta propensione a ripetere l’acquisto.
Un utente su quattro, tra coloro che hanno dichiarato di aver fatto un acquisto negli ultimi 3 mesi, ha acquistato da siti e-commerce più di 5 volte nello stesso arco di tempo.
Le newsletter con offerte promozionali funzionano?
Un dato interessante e forse sorprendente riguarda le newsletter che gli utenti ricevono per essere informati su prodotti e servizi in promozione su siti e-commerce.
Tra gli utenti iscritti a servizi di newsletter 8 su 10 hanno acquistato online negli ultimi tre mesi. Tra questi quasi la metà (46%) ha effettuato più di 4 acquisti.
In generale, gli utenti si informano online prima di compiere le loro scelte di acquisto e si recano nei negozi già in possesso delle informazioni di cui necessitano.
 
E gli esclusi?
Dei 25.000 utenti intervistati il 49% dichiara di non aver acquistato online.
Il 34% ha acquistato online negli ultimi 3 mesi
Il 17% ha acquistato ma più di 3 mesi fa.

La tendenza in corso permette di evidenziare uno scenario favorevole per chi deciderà di investire nell’ e-commerce. Il 9% degli acquirenti online hanno acquistato in media più di 20 prodotti ciascuno.
Questo significa che l’esperienza di acquisto da siti e-commerce è stata positiva e viene ripetuta nel tempo.
La variazione delle abitudini di acquisto rispetto allo scorso anno
 
Quali sono i prodotti più acquistati online?
Libri, cd e dvd, viaggi/trasporti, abbigliamento sono i prodotti più acquistati.
 
L’abbigliamento è un settore in cui fino a qualche tempo fa sembrava impensabile riuscire a vendere online, dato l’alto contenuto soggettivo del prodotto.
Ora anche questo ostacolo sembra superato e l’e-commerce si sta sempre più affermando come canale alternativo o di supporto alla vendita offline che come canale di vendita autonomo.
Utilizzare il canale web per la vendita aiuta a sostenere la propria attività commerciale perché da un lato permette di attirare nuovi clienti (andando ad attingere da quel bacino di utenti già abituati ad acquistare online), e dall’ altro a servire la clientela più tradizionale che ancora non si ‘espone’ agli acquisti e-commerce ma utilizza le informazioni che trova nel web e nei Social Network per poi dirigersi nella scelta di acquisto off-line.

Applicazioni mobile e siti e-commerce
L’indagine svela anche come siano sempre più in aumento gli utenti di dispositivi mobile e come questi vengano utilizzati per operazioni finalizzate all’ acquisto o all’ acquisizione di informazioni per l’acquisto.
Diventa quindi indispensabile dotarsi di un sito e-commerce ottimizzato per mobile o, meglio ancora, scegliere di sviluppare un app dedicata per il proprio store online.

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L’e-commerce non conosce crisi, anche in Italia

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La crisi spinge le PMI verso l’e-commerce. Da un’indagine effettuata dal Centro Studi Confesercenti Verona, circa un terzo delle PMI veronesi utilizza ormai lo strumento della vendita online. In particolare, il 62% degli imprenditori intervistati si affidano a portali di e-commerce come eBay o Redcoon, il 38% delle aziende ha un proprio sito internet e circa il 12% ha già sperimentato la vendita promozionale istantanea, utilizzando portali come Privalia e Groupon.

La crescita dell’e-commerce in Italia è confermata anche dai dati di Netcomm-School of management del Politecnico di Milano, secondo i quali, in un periodo in cui le vendite tradizionali risultano in calo in quasi tutti i settori, le vendite di prodotti e servizi via internet nell’ultimo anno sono cresciute del 19% e si stima che gli italiani a fine 2013 possano spendere 11,2 miliardi contro i 9,6 miliardi 2012.

Numeri certamente in crescita, ma ancora piccoli se confrontati con quelli del resto d’Europa, che, secondo le rivelazioni di e-commerce Europe, ha ottenuto un incremento annuale delle vendite via Web per il 2012 del 22%, facendo registrare un fatturato complessivo di 305 miliardi di euro. Cifre che incoronano il Vecchio Continente al primo posto nel mercato mondiale dell’industria del commercio virtuale, superando gli Usa con 280 miliardi di euro e Asia-Pacifico con 216 miliardi di euro.

“In Europa il 10% del totale vendite avviene attraverso il canale dell'online, mentre in Italia la cifra è pari al 3%”, ha spiegato durante il convegno Netcomm E-commerce Forum Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico che riunisce 150 operatori del settore.

I dati dell’Osservatorio e-Commerce, hanno rilevato anche un incremento del 23% per l’export, che ha raggiunto i 2 miliardi di euro, grazie al contributo del settore del turismo per il 55%, dell’abbigliamento e per il 31% e dell’informatica per il 24%.

Il vero e proprio boom però è quello del mobile commerce, con un fatturato di circa 430 milioni di euro, non a caso grandi operatori come Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Compass, CartaSi e Tnt si stanno muovendo per migliorare l'esperienza di acquisto online. L’obiettivo è quello di indirizzare i consumatori stranieri sui portali dei brand e delle PMI italiane e, allo stesso tempo, per portare il made in Italy nelle vetrine virtuali dei retailer cinesi e russi.

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Veneto: un platfond da 1,3 miliardi per imprese e startup

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Un plafond di 1,3 miliardi a favore della crescita delle Pmi. Questo  è quanto hanno deciso di mettere a disposizione delle piccole e medie imprese della Regione Veneto, le banche regionali del gruppo Intesa Sanpaolo, Cariveneto e Carive, dopo il protocollo siglato con le associazioni territoriali della Piccola industria delle Confindustrie venete. “L’accordo  rappresenta una forte apertura all'accesso al credito agevolato per l'innovazione” ha spiegato Diego Caron, presidente Piccola Industria di Confindustria Vicenza durante la presentazione dell’accordo a Padova.

Parole condivise anche da Luciano Barana, presidente Piccola Industria di Confindustria Verona, secondo il quale “questo è un accordo che deve rendere più solido il rapporto tra le banche e le imprese, e che soprattutto deve facilitare la nascita delle start up”.

Secondo Carlo Messina, direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo, attraverso l’accordo verrà offerto un servizio migliore. “Non esiste il credit crunch per la nostra banca, sull’erogazione stiamo accelerando”, ha sostenuto, ricordando come le erogazioni creditizie dell'istituto bancario siano cresciute del 20% in Veneto e che a livello nazionale nei primi 3 mesi dell’anno il gruppo abbia concesso 5 miliardi di finanziamenti a medio-lungo termine.

Argomento centrale della presentazione è stato quello dedicato a start-up ed innovazione. In particolare, a parlarne è stato Alberto Baban, presidente regionale della Piccola industria, che ha presentato tre idee di start-up che rientrano nel progetto confindustriale “AdottUp” e che potrebbero trovare i loro spazi, anche finanziari, nell’accordo firmato.

Presenti all’evento anche Vincenzo Boccia, presidente nazionale della Piccola industria di Confindustria, Eliano Omar Lodesani, direttore triveneto di Intesa Sanpaolo e Isi Coppola, assessore regionale all'Economia.

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Boom del mercato delle App in Italia: vale 623 mln

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Circa 22 milioni di italiani navigano in Internet attraverso il cellulare e  generano un mercato di contenuti e applicazioni del valore di 623 milioni di euro, in crescita del 20%. Lo ha stimato l’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano, secondo il quale gli italiani possiedono mediamente 27 applicazioni installate sul proprio smartphone, ne usano ogni mese circa la metà ed effettuano almeno 35 accessi giornalieri ad esse, mentre si collegano al Web tramite il browser del cellulare nove volte al giorno.

Un vero e proprio boom di questo mercato che, per i soli ricavi da applicazioni, stima addirittura una crescita dell’87% e che è destinato a crescere ulteriormente con la diffusione delle reti cellulari Lte di nuova generazione.

“Il vero cambiamento – afferma Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’osservatorio del Politecnico "sarà, portando una banda più larga, una “user experience” ancora migliore, una velocità molto maggiore soprattutto per le app che sono particolarmente pesanti: giochi in tempo reale multiplayer e tutte le app che si basano su contenuti video importanti”. Si tratta di un miglioramento che certamente produrrà grandi opportunità di business a sviluppatori e startup, i quali già sono i maggiori beneficiari diretti del mercato della connettività Internet.

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