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Federico Di Giorgi

Federico Di Giorgi

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Il Blue Whale spopola tra i giovani.

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In questi giorni quotidiani e trasmissioni televisive stanno parlando del gioco che nell'ultimo anno, solo in Russia, ha istigato al suicidio 157 ragazzi ma che si è diffuso anche nel resto del mondo, Italia compresa.

Stiamo parlando del fenomeno "Blue Whale"; così come le balene azzurre quando vogliono morire si arenano sulla spiaggia, nello stesso modo giovani adolescenti depressi e svogliati, cadono nella rete di alcuni "pilotatori" che li spingono ad uccidersi, facendosi ovviamente riprendere con il cellulare per condividere online i loro gesti estremi.

Come molte stupide mode di oggi, anche il Blue Whale si è largamente diffuso online, dapprima tramite la nascita di alcuni siti web che fornivano istruzioni per uccidersi nei modi più diversi, successivamente attraverso i social e la partecipazione ad alcuni gruppi che hanno come mission quella di purificare la società eliminando - attraverso il suicidio - le persone più fragili che non sono degne di farne parte.

Nella maggior parte dei casi, i ragazzini si avvicinano a questo fenomeno del momento per pura curiosità, postando un contenuto con l'hastag #f57 in alcuni forum e sui principali social network, dopodiché vengono immediatamente contattati fantomatici "tutor" che entrano in possesso di loro informazioni personali, usate per minacciarli direttamente. A quel punto, iniziano ad assegnare alla loro vittima una serie di prove che non devono essere rivelate a nessuno.

Questi "compiti" consistono nel compiere forme di automutilazione, oppure di coraggio stupido come ad esempio guardare film e video horror, ascoltare per molte ore suoni sgradevoli, alzarsi in piena notte e salire su un palazzo, fino alla vera prova finale che consiste nel gettarsi da un grattacielo mentre qualcuno filma l'impresa.

Fino ad oggi i giovani caduti in questa trappola avevano un'età compresa tra i 10 e i 19 anni e spesso vivevano situazioni di profondo disagio, ma anche ragazzi assolutamente sereni, che conducevano vite felici ma che sono stati soggiogati e portati a diventare vulnerabili proprio da quelle prove.

In Italia, le forze dell'ordine stanno indagando per capire se anche nel nostro Paese sono presenti associazioni che istigano al suicidio e se le denunce fino ad ora ricevute riguardino o meno casi di emulazione di questo fenomeno.  

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Una legge per prevenire il Cyberbullismo

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Il 17 maggio 2017 la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la legge che introduce in Italia disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

Questo provvedimento introduce misure di carattere educativo e formativo per favorire una maggiore consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che possono portare a conseguenze, anche talvolta molto gravi, su vittime che vivono situazioni di particolare fragilità.

Vediamo nei dettagli quali sono le principali novità introdotte dalla legge, che ora dovrà essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Definizione di Cyberbullismo.

Per la prima volta nel nostro ordinamento, viene fornita una precisa definizione legislativa del cyberbullismo: il bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto di identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori, nonché la diffusione di contenuti online, anche relativi ad un familiare, al preciso scopo di isolare l'adolescente mediante un abuso, un attacco dannoso oppure la sua messa in ridicolo.

L'oscuramento dei contenuti online.

Il minorenne che ha già compiuto i 14 anni d'età vittima di cyberbullismo può chiedere al gestore del sito internet o dei social media, oppure al titolare del trattamento dati di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi online.

Se questi non vengono eliminati entro 48 ore, l'interessato può rivolgersi al Garante della Privacy.

Un docente anti-bullismo in ogni scuola.

In ogni istituto scolastico dovrà essere individuato un insegnante con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo.

Al Dirigente Scolastico spetterà il compito di informare tempestivamente le famiglie dei studenti minorenni coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative. L'obbligo di informazione viene circoscritto agli episodi che non costituiscono reato.

Al MIUR spetta predisporre le linee di orientamento di prevenzione e contrasto del fenomeno, puntando sulla formazione del personale scolastico, la promozione di promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure a sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre alle singole scuole è demandata l'educazione alla legalità e all'uso consapevole di internet.

"Cartellino giallo" da parte del Questore.

In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito dei dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia del cyberbullo, questo potrà essere solo formalmente ammonito dal Questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. 

Il Questore potrà convocare il minore responsabile, ammonendolo oralmente invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge. 

Gli effetti dell'ammonimento cesseranno al compimento della maggiore età.

Piano d'azione e di monitoraggio.

Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri verrà istituito uno specifico tavolo tecnico per redigere un piano di azione strategico per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio e lo studio di questo fenomeno. 

 

 

 

 

 

 

 

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La tua azienda ha già una Social Media Policy?

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Oggi l'utilizzo dei Social Media da parte di aziende, Piccole Medie Imprese e Pubbliche Amministrazioni, è un fenomeno ormai diffuso e consolidato e rappresenta un'incredibile opportunità per le organizzazioni e i loro utenti.

Tuttavia, al di là degli innumerevoli vantaggi che si possono ottenere da una proficua gestione ed aggiornamento delle proprie pagine aziendali, non bisogna dimenticare che vi sono alcuni rischi in cui si può incappare come ad esempio:

  • la perdita di produttività del proprio personale;
  • danni all'immagine e alla reputazione aziendale provocati da un uso scorretto dei principali social network;
  • contenzioso con il personale oppure con i propri utenti / fan a causa della pubblicazione di contenuti inappropriati:
  • perdita di informazioni confidenziali.

Per questo motivo, sono sempre più le amministrazioni e le imprese che oggi si dotano di uno specifico documento denominato Social Media Policy . 

Che cos'è la Social Media Policy?

La Social Media Policy è l'insieme delle norme di comportamento, riguardante un'azienda oppure un'organizzazione, che si pone l'obiettivo di regolare molteplici aspetti legati ai Social Network Site, ovvero come Facebook, Twitter, LinkedIn, Google +, Instagram, Youtube ecc.

Questi aspetti possono essere applicati sia nei confronti dei dipendenti dell'azienda / organizzazione (si parla in questo caso di "policy interna"), sia verso i clienti dell'azienda stessa (si parla di policy esterna).

Che cos'è la Social Media Policy Interna?

La Social Media Policy Interna è un documento indirizzato al personale dell'organizzazione o dell'azienda che mira a sensibilizzarlo e ad informarlo sull'uso corretto dei Social Network sia quando parla dell'impresa, sia quando interagisce con essa e le sue pagine ufficiali.

Si compone di due pratiche distinte, ma connesse tra loro:

  • l'utilizzo dei propri account privati sul posto di lavoro;
  • l'uso degli account istituzionali dell'azienda.

Che cos'è la Social Media Policy Esterna?

La Social Media Policy Esterna è un documento che un'organizzazione o un'azienda predispone per disciplinare il comportamento degli utenti nelle sui propri profili Social Network Istituzionali. Il suo focus è incentrato sul rapporto tra gli utenti e l'impresa, con l'obiettivo di rendere semplice, chiara e trasparente la fruizione dei canali Social Media, riducendo al minimo il rischio che si possano generare malintesi, fraintendimenti e critiche in merito ai contenuti pubblicati.

Tre sono gli elementi principali di questo importante documento:

  • gli argomenti e i contenuti trattati e pubblicati su ciascun Social Network;
  • le attività di moderazione e controllo sui propri profili istituzionali allo scopo di valutare, caso per caso, gli interventi degli utenti che non rispettano le regole della policy esterna;
  • le regole per il trattamento e la gestione dei dati personali forniti dagli utenti.

Hai bisogno di una consulenza per scrivere la Social Media Policy della tua azienda? Contattaci compilando la form che trovi a questo link. Un nostro consulente sarà a tua completa disposizione per aiutarti nella stesura di questo documento. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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